regalo per l’anniversario di matrimonio

 L’ATM a Milano ha un servizio ristorante attrezzato su due vecchi tram adeguatamente predisposti allo scopo e funziona come un vero e proprio ristorante con la scelta di tre tipi di menù: e non si mangia affatto male! Però non è facile trovare posto: occorrono almeno due, anzi tre mesi di attesa..

… ma se si vuole fare un’esperienza davvero singolare vale la pena di provarci: è simpatico gustare le pietanze mentre si gira per la città e ci si sofferma nei vari punti caratteristici (piazze, chiese, monumenti, vie importanti ecc. ecc.).

In questo periodo poi con le illuminazioni natalizie  il Castello, il Duomo, la Scala, i Navigli, ecc. ecc  sono ancora più belli…(purtroppo a causa della crisi le luminarie non sono scenoigrafiche come lo sono state negli ultimi anni)

e poi le persone per la strada che ti guardano incuriositi: alcuni stupiti, altri ti sorridono e ti salutano. Quando il tram affianca in qualche fermata o al semaforo rosso un altro tram di linea le persone  guardano dentro e ti augurano sorridenti il buon appettito

…insomma non è la solita cena al ristorante, è qualcosa di davvero diverso; il giro e la cena durano due ore… che passano in un baleno!

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Io quest’esperienza l’ho fatta ieri sera:  è stato il regalo dei miei figli per festeggiare l’anniversario del nostro matrimonio : hanno proprio avuto un pensiero originale per noi!

dir loro grazie… è troppo poco!

 

quest’anno parto in anticipo

Sì, voglio cominciare a pensare…ai regali di Natale! E’ un po’ presto? No, non è un po’ presto perché voglio regalare oggetti realizzati con il cartonaggio e perciò…mi serve  tempo per prepararli!

Le mie prime idee sono queste:

IDEA N. 1

UN RICETTARIO

copertina x ricettario

la copertina è pronta! Non mi resta che acquistare ed inserire negli anelli il blocchetto dei fogli per annotare le ricette 

   

IDEA N. 2

IL VUOTATASCHE dai mille usi (vicino al comodino,  nell’ingresso di casa,  in cucina e…perfino in bagno come portaovatta! )

vuotatasche, portaoggeti

insomma un cestino… tuttofare che ognuno potrà utilizzare come meglio crede

la torta a pois

questa è la torta…a pois per il 30° compleanno di mio nipote Francesco

doveva avere un’altra decorazione, purtroppo durante la cottura è cresciuta  a cupola e quando ho visto questa “gobba” ho dovuto trovare una soluzione accettabile e l’unica cosa che ho saputo fare è stato questo.

Ah, se la vedono le amiche dei blog di cucina! Non mi accettano più nemmeno come commentatrice…..

però la torta era squisita:

la base non è pan di spagna ma  una torta alle nocciole (uhmm…) che ho impastato con  il bimby (molti conoscono questo straordinario aggeggio in cucina). Gli ingredienti sono:

200 gr. nocciole tritate,  80 gr. fecola mais, 160 gr. farina, 250 gr. zucchero, 5 uova, 80 gr. burro, 150 gr. latte, 1 bustina lievito. Cottura 180° per mezz’ora e 200° per altri 10 minuti.

Una volta raffreddata, ho fatto due tagli realizzando tre dischi

ho bagnato il disco di base con il latte (abbondante) ed ho farcito con la nutella (400 gr.)diluita con un po’ panna (circa 200 gr.)

idem per il secondo strato e sopra ho coperto solo con la nutella:

…ma la gobba si vede! ….E allora cosa faccio per  ’sta gobba?  

…così ho cercato di mascherarla con i pois di panna!!!

 

credo di non aver messo sinora fotografie personali (a parte quella di mia figlia Francesca a due anni) ma in questo caso lo voglio fare perché il festeggiato cioè

Francesco e Federico

Francesco (nella foto con la maglietta nera e gli occhiali) è l’artefice della mia avventura su questo blog: è stato lui a darmi il là e spiegarmi i primi meccanismi per gestirlo.  

Quello a fianco è mio figlio Federico il quale, so, non ha nessun problema…a farsi vedere

la meringata

Ho detto  che avrei parlato qualche volta anche di cucina e non l’ho ancora fatto; la ragione principale è che non sono molto ben attrezzata…e poi ci sono molti siti ben strutturati, ricchi di informazioni e ricette che io….posso nascondermi!

Però la cucina mi piace, a volte proprio mi diverte e allora…. ci voglio provare!

Anche perché l’ho promesso a Libera, la nostra maestra di cucina!

E allora ecco  la mia MERINGATA: un dolce semplice, veloce ed estivo perché non ha bisogno di cottura;

ingredienti:
1   sacchetto e 1/2 di meringhe (circa 400 gr)
1/2 litro di panna fresca da montare
50 grammi di cioccolato fondente
 
preparare il pomeriggio-sera precedente:
 
1) montare a neve la panna
2) foderare uno stampo con pellicola
3) fare uno strato di  merighe  sbriciolate (a pezzi)
4) coprire con  uno strato di panna
5) distribuire il cioccolato grattugiato
6-7-8) ripetere 3-4-5
9) terminare con uno strato di meringhe sbriciolate
10) chiudere con la pellicola e conservare in FREEZER fino ad una decina di minuti prima di servire
 
Sullo strato di  meringhe si possono aggiungere dei pezzetti di marron-glacé e prima di servire si può guarnire con delle violette di zucchero.
 

TUTTO QUI, MA E’ BUONISSIMA!!!!

 posso solo far vedere la fotografia della meringata già pronta perché non avendo programmato di parlarne… non ho pensato di fotografare i vari passaggi.  Ma il procedimento è così elementare che non se ne  sentirà la mancanza….

meringata

 
 

il limone di Neruda

ho ricevuto questo da mia figlia: “visto che ti piacciono e dipingi limoni…ciao Francesca”

 Da quei fiori
sciolti
dalla luce della luna,
da quell’odore d’amore
esasperato,
immerso nella fragranza,
sorse
dall’albero del limone il giallo,
dal suo planetario
discesero i limoni sulla terra.

Tenera merce!
Si riempirono le costiere, i mercati,
di luce, di oro silvestre,
e aprimmo due metà
di miracolo,
acido congelato
che scorreva
dagli emisferi
di una stella,
e il liquore più intenso
della natura, intrasferibile,

vivo, irriducibile,
nacque dalla freschezza
del limone,
della sua casa fragrante,
dalla sua acida, segreta simmetria.

Nel limone i coltelli
han tagliato
una piccola cattedrale
l’abside nascosto
aprì alla luce le acide vetrate
e in gocce
scivolarono i topazi,
gli altari,
la fresca architettura.

Così, quando la tua mano
impugna l’emisfero
del tagliato
limone sul tuo piatto,
un universo d’oro spargi,
una coppa gialla
con miracoli,
uno dei capezzoli profumati
del petto della terra,
il raggio della luce ch’è diventato frutta,
il fuoco minuto di un pianeta.

Pablo Neruda, Ode al limone da Odi elementari

e allora…. non ho perso l’occasione. Grazie, Franci.

Sì, io ho dipinto diversi limoni ma il quadro a cui sono più affezionata è proprio questo: uno dei miei primi tentativi, quando cercavo di “rubare” l’arte e la “tecnica” da altri; sceglievo i soggetti che più sentivo vicini al mio gusto, alla mia sensibilità e questo… mi riportava alla mia terra del sud!

(1999 olio su tela 40×50)

 Lo avevo poi dato a Rita,  una cara collega di lavoro  – ricca di doti professionali e soprattutto umane – (che lo ha appeso nel suo ufficio di segreteria del Procuratore della Repubblica di Milano),  come primo segno di “riconoscenza” per lo stimolo e l’incoraggiamento che mi aveva sempre dato  nel coltivare questa mia  passione

 

è tempo di fragole e ciliegie

 

Oggi ho preparato una charlotte di fragole molto semplice ma molto buona perché ho visto che è stata davvero apprezzata dai miei ospiti; in particolare da Vittoria, un’amica lituana di mio figlio che  si tratterrà a  Milano per un breve periodo di lavoro (fa la modella). 

Avrei potuto fare il mio primo post di cucina e dare la mia prima ricetta ma purtroppo anche questa volta non mi sono trovata pronta per fare delle fotografie da mostrare: pazienza, prima o poi riuscirò….

per ora devo accontentarmi di far vedere solo piatti vuoti! 

Ecco due piatti…di fragole

decoupage su vetro

 
 

decoupage su vetro

 

e un tagliere con ciliegie 

decoupage su legno

 

 questi sono lavori di decoupage classico, nulla da aggiungere…è tutto molto  semplice, conosciuto e diffuso…
 

buon compleanno!!

ciao Fede,

questa è la mia torta virtuale

per il tuo compleanno

AUGURI!!!

mamma

 

FORZA INTER!!

poteva essere diversa? Noooo!!

(purtroppo non l’ho fatta io, ma è una foto dal web)

 

-.-.-.-.-.-.–.-.-.-.-.-.-.-.

e…. per gli altri,

questo è Federico da piccolo come l’ho dipinto io!

la morte dell'uccellino

(2003) olio su tela 50x70

il commento che preferisco fare su questo quadro è la  canzone di Povia:
 

quando i bambini fanno Oh! Che meraviglia…..

ricordate la paella?

Ritorno in cucina, tanto ci stiamo avvicinando al pranzo pasquale…e quindi siamo in tema.

Avete letto la ricetta della paella della mia amica spagnola Matilde di cui avevo parlato il 2 aprile scorso?

Ecco com’era questa paella

paella Matilde

 
qui era proprio
 
appena stata penta:
 
si vede ancora il
 
vapore che sale
 
 
 
 
 
 
 
hmmm peccato che non si possa sentirne il profumo… 

paella Matilde -

 
 
 
qui  a fine
 
cottura: non avevo
 
ragione?
 
 E’ grandiosa!
 
 
 
 
 
ma non era solo bella…. era anche tanto buona e qui sotto vi mostro le mie amiche del gruppo di ballo che…..  l’ha gustata.
 

 

gruppo di ballo palestra Silvana

 

 
Questi sono dei bei momenti di condivisione e ringrazio la mia amica Marilena S. di avermi duplicato queste belle fotografie che io  avevo perso

accolta la richiesta, oggi parlo di cucina!

lezione a Brera
(2003, olio su tela 30×40)

visto l’argomento di oggi, mi sembra adatta proprio questa tela che a me ricorda una “Lezione a Brera”: sulla tela c’è la magistrale “ripassata” dimostrativa della mia grande Professoressa alla quale va sempre la mia riconoscenza per quello che da Lei ho imparato. Grazie Prof

Ecco la ricetta della PAELLA che – come tutti sappiamo – può essere fatta solo di pesce, solo di carne oppure mista.

Io ho le dosi per 10-12 persone, quindi coloro che vorranno provarla dovranno fare le dovute proporzioni a seconda del numero di commensali

1 kg. riso; 2,5 dl olio oliva extravergine (buono!) 200 gr. peperoni verdi; 2/3 carote; 1 grossa cipolla; 3 spicchi d’aglio; una manciata di prezzemolo; 2/3 foglie d’alloro; 1 bicchiere di buon vino bianco secco; acqua nella doppia quantità del riso (misurare con una  ciotola o bicchiere); mezzo kg. pomodori freschi e maturi; 2/3 etti piselli; 1 peperone rosso; 1 limone.

PESCE: 1 kg. cozze; 7/8 etti vongole; mezzo kg. calamari; mezzo kg. gamberetti; 1 filetto di cernia o merluzzo; 10 gamberoni (serviranno per la decorazione finale);

CARNE: mezo kg. coscia maiale; 1 petto di pollo (doppio); 400 gr. salsiccia fresca; salsiccia piccante (un po’ stagionata e magari quella siciliana). Ogni tipo di carne va tagliata a pezzetti.

Si inizia con il soffritto:

in una grande padella inserire, nell’ordine: olio, cipolla (già sminuzzata prima), peperoni verdi (già tagliuzzati), carote (tritate) piselli  e le foglie di alloro e far soffriggere a fuoco moderato  per circa 20 minuti; poi aggiungere il bicchiere di vino bianco e far evaporare; inserire a questo punto i pomodori maturi e far sobbollire ancora qualche minuto.

A QUESTO PUNTO,  se si vuole una paella solo di carne si aggiunge la carne spezzettata  che si è fatta prima  soffriggere a parte,  continuando la cottura sempre a fuoco moderato;

se si vuole la paella solo di pesce si aggiunge via via nell’ordine: calamari (già tagliati ad anelli), dopo una decina di minuti aggiungere le vongole (che precedentemente devono essere già state spurgate e pulite); qualche minuto ancora e inserire le cozze (anche queste già pulite molto bene – tenerne a parte una certa quantità per la decorazione finale), qualche minuto ancora ed aggiungere i tocchetti del filetto di cernia o merluzzo; sopra tutto questo, una bella manciata di aglio e prezzemolo tritati (che aggiungerà un profumino…….);

come dicevo si può fare anche la paella mista  : in questo caso inserire prima i tocchetti di carne (già rosolati a parte come detto sopra) e subito dopo, nell’ordine e nei tempi  già indicati ,  i pezzetti di pesce continuando la cottura sempre a fuoco moderato ancora per 5/6 minuti.

Completato l’inserimento di tutti gli ingredienti  lasciarli ancora  sobbollire piano  per qualche minuto e SOLO A QUESTO PUNTO versare a pioggia prima il riso  e poi l’acqua (misurata come ho detto sopra: tante scodelle di riso, doppio scodelle di acqua).

Far cuocere il riso per il tempo necessario (in ogni caso, l’acqua deve essere riassorbita) SENZA MAI RIMESTARE nella padella (rimuovere un po’ il contenuto scuotendo la padella ogni tanto  prendendola dai due manici laterali).

A fine cottura, completare decorando con le cozze tenute a parte, i filettini sottili di peperoni rossi ed i gamberoni (precedentemente lessati); contornare la padella con fette di limone e ”far riposare” il tutto qualche minuto coprendola  con della carta stagnola.

Certo non è come fare uno spaghetto aglio e olio, ma vi assicuro che è … la fine del mondo!

Ecco Monica, spero che tu possa “sperimentarla” una sera con un gruppetto di tuoi amici  e fare …la tua bella figura!.

i miei due girasoli….

girasole pasta mais

girasole su CD

….in pasta di mais

questo ha come supporto un vecchio  CD inutilizzabile: dalla fotofrafia non si vede ma  quando è appeso, tutt’intorno si riflette una luce bellissima.

 E’ stato il mio regalino per Donatella

 e questo lo ha preso la mia

girasole pasta mais
girasole pasta mais

amica spagnola Matilde che mi ha insegnato come si fa una straordinaria paella mista di pesce e pollo

 
che bel pomeriggio abbiamo trascorso insieme quella volta: eravamo in quattro/cinque a preparare una paella per tutto il nostro gruppo di ballo di circa 20 donne; in una grande cucina chi puliva e tagliava il pesce, chi puliva e tagliava le verdure… qualcuno lavava le stoviglie che via via si sporcavano….
…..poi tutte vicino a Matilde davanti alla cucina (quasi come una volta si sarebbe stati intorno ad un fuoco) che insegnava l’ordine in cui vanno inserite in padella
i vari ingredienti e i rispettivi tempi di cottura….
…alla fine quella grande paella era davvero un’opera d’arte!
 
(se a qualcuno interessa posso recuperare la ricetta e trascriverla)